INCI: come leggere le etichette dei cosmetici

INCI: come leggere le etichette dei cosmetici

LINCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) non è altro che la nomenclatura di riferimento per la lista degli ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico, è obbligatoria per legge e, proprio perché standardizzata a livello internazionale, basta saperla leggere per capire quali prodotti sono davvero naturali e quali sono semplici campagne di marketing.

La prima cosa da sapere è che l’ordine degli ingredienti dipende dalla quantità di sostanza presente all’interno del prodotto. Il primo della lista sarà quello di cui è composto maggiormente, se un prodotto quindi è a base acquosa, il primo ingrediente che trovi sulla lista sarà proprio l’acqua (Aqua) . Si va poi in ordine decrescente, fino ad arrivare alle sostanze presenti in quantità inferiore all’1%, che possono essere a quel punto inserite in ordine sparso.

Altra cosa importante da considerare è in che lingua sono indicate le sostanze: se gli ingredienti sono inseriti nella lista con il loro nome latino significa che l’elemento è stato utilizzato così come è in natura (per questo il nome botanico in latino), se invece è in inglese vuol dire che ha subito delle trasformazioni chimiche. Se poi ci sono alcuni ingredienti che cominciano per “CI” seguito da un codice numerico a 5 cifre (es: CI 54875), si tratta di coloranti. Il CI infatti è il Color Index, e il codice numerico che lo segue serve ad identificare la tonalità specifica inserita all’interno del prodotto. 

Una volta capita la composizione dell’INCI, quali sono quindi gli ingredienti da evitare? La risposta è: DIPENDE! Dipende da cosa cerchi, e cosa vuoi evitare soprattutto. Se per esempio sei un soggetto allergico, meglio evitare prodotti con troppe profumazioni, ma di per sé il profumo non è un ingrediente “pericoloso”. La buona notizia è che la qualità degli ingredienti all’interno di un prodotto e il suo costo non coincidono affatto, ci sono marche che producono cosmetici con ottimi INCI a prezzi bassi, e creme costosissime piene di siliconi e derivati del petrolio, quindi migliorare la qualità dei tuoi prodotti cosmetici non svuoterà affatto le tue tasche!

Capiamo insieme quali sono le sostanze pericolose e quali sarebbe meglio evitare, sia per la nostra salute che per quella dell’ambiente. 

Formaldeide: È una sostanza che viene usata per la conservazione dei cosmetici, è stata accertata come cancerogena già dal 2004. Attenzione a smalti, dentifrici, shampoo e fondotinta, che sono i prodotti dove viene maggiormente utilizzata anche per la sua azione battericida.

MEA, TEA, DEA, MIPA: Sono schiumogeni sintetici, anche loro potenzialmente cancerogeni, meglio optare per schiumogeni naturali.

Parabeni: Creano intolleranze e sono potenziali interferenti endocrini, cioè in grado interferire con il nostro sistema ormonale.

Siliconi (Es: il Dimethicone):  Sono derivati del petrolio, sono usati in cosmetica per creare “l’effetto seta”, tipico dei balsami o delle creme super idratanti. In realtà non nutrono né capelli né pelle anzi, la patina che creano sopra chiude i pori e non permette di assorbire altri nutrienti. Non sono particolarmente nocive per l’uomo, ma sono sostanze non biodegradabili, quindi inquinano. Da evitare soprattutto se si soffre di pelle grassa, l’uso eccessivo può portare all’insorgere di brufoli e punti neri.

SLES e SLS: Sono tensioattivi derivati anch’essi dal petrolio; vengono usati per mescolare l’acqua con le sostanze grasse, che naturalmente non riuscirebbero mai a legare tra loro. Sono altamente inquinanti.

Petrolati:  Anche questi, come suggerisce la parola stessa, sono derivati del petrolio, e anche questi come i siliconi ostruiscono i pori e inquinano fortemente l’ambiente.

PEG e PPG: molto simili ai petrolati, vengono creati combinando un olio (naturale o sintetico) con l’ossido di etilene. Il numero accanto alla sigla indica il rapporto tra l’olio di base e l’etilene, maggiore è il valore, peggiore sarà per noi e la nostra pelle.

Esistono diverse App e siti che aiutano a capire se l’INCI di un prodotto è buono o meno. Il BioDizionario è sicuramente il sito più “famoso” in tal senso, ma esistono anche diverse app, sempre aggiornate con molti dei prodotti in uscita e popolate anche con l’aiuto degli stessi utenti, come Greenity o Biotiful.

In linea generale, nessuna delle sostanze sopra citate è pericolosa per la nostra salute in minime quantità, lasciati guidare dal buon senso come sempre ed evita prodotti che abbiano questi elementi ai primi posti dell’INCI, in modo da minimizzare il più possibile i rischi per l’ambiente e per la tua salute.